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Cosa Facciamo

Le attività che l’associazione promuove vanno in direzioni tra loro complementari, rivolte ai diversi aspetti che sono alla base della formazione della persona:

  • Iniziative che promuovono la consapevolezza e l’abbattimento di stereotipi penalizzanti per alcune fasce della società: stereotipi sul genere, sull’orientamento sessuale, sulla provenienza, sul ceto, sull’estetica.
    Quello di cui diventiamo consapevoli ci condiziona molto meno di ciò che è per noi implicito, invisibile: per questo, aprire un dialogo sugli stereotipi legati all’estetica, ad esempio, ci permette di capire che la bellezza non è unica, non può essere stabilita dalle pubblicità, dalla moda o da Instagram. Esistono infinite bellezze, esiste bellezza in ogni persona, e vedere per prima la nostra bellezza ci aiuta a difenderci da chi ci discrimina per un chilo in più o in meno, per un vestito non “alla moda”, e a trasmettere agli altri questa positività. E se non siamo condizionati sul modo di sentirci a nostro agio in mezzo agli altri, con il nostro corpo, qualunque esso sia, forse non avremo bisogno di ricorrere al cibo come strumento di cambiamento, di “adattamento” agli stereotipi.
    Aprire un dialogo sugli stereotipi legati al genere aiuta uomini e donne a comprendersi e a rispettarsi, a prevenire ed evitare la violenza sulle donne, e soprattutto a favorire l’identificazione dei ragazzi in modelli di mascolinità o femminilità positivi, facendo sì che gli uomini e le donne che sceglieranno di essere domani diamo vita a una società migliore.
  • Iniziative che promuovono la cultura, l’arte, l’artigianato. Non si cambiano gli stereotipi senza promuovere e fare cultura. La cultura è la ricerca del significato dello spazio in cui viviamo, ciò che ci rende liberi e capaci di scegliere chi essere; l’arte è il mezzo attraverso cui la cultura mantiene la sua presenza nella società e l’artigianato è ciò che ci ricorda che noi stessi, con le nostre mani, possiamo agire, plasmare l’ambiente traducendo le nostre idee in oggetti reali, visibili agli altri e a noi stessi.
  • Iniziative che promuovono il benessere psicologico e fisico. Tutto è psichico e tutto è fisico, il nostro corpo ci parla della nostra mente e viceversa: “Se non sappiamo ascoltare il nostro corpo quando sussurra, dovremo ascoltarlo quando urlerà”. Si può partire dalla mente, dalla capacità di accogliere innanzitutto l’idea che non siamo invincibili, che se viviamo un disagio è coraggioso ascoltarlo e prendercene cura. O si può partire dal corpo, dall’ascolto di cosa ci fa male, di cosa è bloccato e non vuole collaborare, di cosa ci combatte da dentro e cercare, anche qui, un dialogo con questa parte di noi, e farci pace. Educare i ragazzi ad avere ascolto e cura della propria mente e del proprio corpo è un obiettivo che passa ancora una volta per l’esempio. Vedere un adulto che non si vergogna di ammettere una sofferenza, una fragilità, manda un messaggio molto chiaro: sii abbastanza sensibile da ascoltarti, sii abbastanza coraggioso da prenderti cura di ciò che senti. E laddove c’è sensibilità e coraggio, l’ascolto e la cura per se stessi diventano modalità anche della relazione con l’Altro.