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Incontri e percorsi di consapevolezza psico-corporea

In collaborazione con la psicologa, psicoterapeuta in formazione alla scuola di psicoterapia transpersonale di Milano Sarah Guerrera, diamo la possibilità di partecipare a incontri e percorsi di bioenergetica e consapevolezza psico-corporea

Cenni alle teorie di riferimento

La Biotransenergetica è una teoria e una prassi psicoterapeutica che si sviluppa lungo tre linee principali: affonda le sue radici nella tradizione originaria della gnosi sciamanica, cresce lungo le linee tracciate dalle psicoterapie esperienziali psico-corporee del filone umanistico e transpersonale. Evolve verso una visione integrale e transculturale che attinge alla ricerca sugli stati di coscienza e le tradizioni sapienziali dell’umanità.

Si tratta di una visione sistemica e sinergica che recupera la dimensione spirituale della filosofia perenne, inquadrandola in un contesto psicologico sostenuto dai principi e metodi della scienza della complessità.

La Biotransenergetica ritiene che una situazione di benessere sia caratterizzata da uno stato armonico in cui l’integrazione dei cinque livelli consente all’energia vitale di fluire liberamente, con polarità e ritmo. Qualsiasi evento, pensiero o emozione che si oppongono a questo fluire causano un blocco, determinando una  disarmonia. Con il tempo ciò può portare a cronicizzazioni che si esprimono a livello fisico ed energetico, con dolori e patologie fisiche, a livello mentale ed emotivo con problemi psicologici.  L’approccio terapeutico è teso a riportare una situazione di armonia, non forzando il blocco, ma cercando di dissolverlo.

Principi fondamentali

In Biotransenergetica (BTE) l’integrazione è un modello operativo che consente di tradurre in azione l’approccio e il metodo da essa utilizzata grazie alle numerose pratiche contenute al suo interno.

Sentire, agire e pensare sono le tre funzioni presenti in qualsiasi esperienza individuale. Il nostro pensare influenza l’agire e il sentire, e viceversa.

Se c’è integrazione tra sensazioni, azioni e pensieri l’essere umano vive maggiormente un’esperienza soggettiva di benessere.

Per sensazioni si intendono: sensazioni propriocettive ed esterocettive, stati d’animo (tonalità affettive di base che contraddistinguono l’umore di fondo con cui quella persona tende ad approcciarsi al mondo), emozioni (reazioni affettive intense, con insorgenza acuta e di breve durata determinate da uno stimolo interno o esterno, piacevole o spiacevole, la cui comparsa provoca modificazioni a livello somatico, psichico, vegetativo) e sentimenti (Michael Lewis in tal senso pone l’accento sull’implicazione dell’attività cognitiva: un’emozione è una reazione psicofisiologica immediata e indipendente dal pensiero; provare un sentimento significa invece avere consapevolezza di un determinato stato affettivo, ovvero esercitare un pensiero finalizzato alla presa di coscienza e alla significazione di tale stato).

Per azioni: i gesti, i comportamenti, gli atteggiamenti ed i movimenti. Il respiro è considerato un vero e proprio strumento psicosomatico.  Nella medicina tibetana l’aria, chiamata “rlung”, è la funzione fisiologica più correlata alla mente e alle sue alterazioni, e quindi il suo controllo è la base della cura delle malattie psicologiche. La medicina ayurvedica considerava il “prana” l’energia del respiro – come base sia dell’equilibrio fisico che dell’intero percorso spirituale dello Yoga. In Cina il “C’i” rappresenta la base del Tai C’i e del Qi Gong, i due sistemi di riequilibrio energetico della medicina e dell’evoluzione spirituale taoista. Si intuisce che la respirazione possiede delle caratteristiche uniche e fondamentali per l’approccio psicosomatico e olistico alla terapia. In tempi più recenti Wilhelm Reich e tutta la successiva ricerca psicosomatica hanno largamente documentato come la repressione della naturale vitalità o della libera espressione istintiva-emozionale (positiva e negativa) porti a profondi blocchi del sistema respiratorio in tutto il corpo, che coinvolgono il sistema muscolare, circolatorio e nervoso. Quando si blocca la respirazione in una zona del corpo, anche le sensazioni e le emozioni che da quella zona arrivano al cervello subiscono una alterazione: il risultato sarà di avere una parte del corpo senza sensibilità, che non pulsa più oppure congestionata ed ipersensibile.

In situazioni di disagio fisico e psicologico, la respirazione profonda viene utilizzata come strumento per il contatto e la liberazione emozionale, l’emotional release, ossia per una liberazione dai blocchi psicosomatici. Se si respira profondamente in un blocco, sia fisico (percepito come dolore o tensione somatica) che psicologico (chiusura o inibizione emotiva o cognitiva), si induce la persona a sciogliere le energie o le emozioni in esso “bloccate”, compresse o congelate. Già Reich negli anni 40’ e poi Lowen a partire dagli anni 60’, hanno posto un forte accento sull’identità funzionale tra l’energia corporea e quella psico-emotiva: il blocco “nervoso” delle emozioni  genera un corrispondente blocco sul piano muscolare-respiratorio. I padri della psicosomatica occidentale ritenevano che l’insieme dei blocchi emotivi generasse una specifica “corazza muscolare”, diversa a seconda del carattere della persona, e che la rimozione di questi blocchi dovesse essere sostenuta da un parallelo scioglimento delle tensioni sul piano fisico. Nella storia della terapia ad orientamento somatico (Bioenergetica, Rebirthing, Respirazione Olotropica, Respirazione Dinamica, Breath Work) il respiro è stato utilizzato come strumento elettivo, una chiave in grado di aprire le porte che consentivano il passaggio da un livello somatico ad uno emozionale.

Tratto da “Oltre la Mente” P.L. Lattuada e da “La respirazione psicosomatica” di Nitamo Federico Montecucco.

Gli incontri

In questi incontri si utilizzeranno pratiche psico-corporee e di mindfulness per comprendere che ciò che accade nel corpo è collegato anche ai livelli emotivi e di pensiero.

Può accadere che la persona riporti ad esempio un’emozione di rabbia solo a livello emotivo o di pensiero e nell’esplicitazione del livello corporeo ci sia una disconnessione rispetto a ciò che avviene. A livello corporeo la rabbia si manifesta con: mal di schiena, mal di stomaco, accelerazione del battito, mascella in tensione, sguardo accigliato ecc. ma la persona può non accorgersi dei suoi cambiamenti fisici ed energetici.

Può anche accadere che la persona abbia mal di testa, mal di stomaco, mal di pancia, senza riuscire ad esplicitarne il livello emotivo e di pensiero. Per cui si cercherà di esplorare il livello fisico portando l’attenzione sulle sensazioni propriocettive per collegare le eventuali tensioni e blocchi del corpo ai livelli emotivo, mentale, energetico e spirituale.

Gli obiettivi

L’obiettivo è innanzitutto migliorare lo stato psico-fisico favorendo l’integrazione tra pensare-sentire-agire (mente-emozione-corpo), lavorare sulla propria storia personale, sull’ego e l’Io per permettere l’emersione e l’accesso delle qualità del Sé.

A che è rivolto

gli incontri sono rivolti a qualsiasi fascia d’età e di persona. Il bacino d’utenza può essere di qualsiasi genere, per prevenzione, riabilitazione psicologica o percorso evolutivo.

Si utilizzeranno pratiche psico-corporee e di mindfulness.

Incontri e percorsi

I vari incontri possono essere fruiti singolarmente oppure organizzati in un percorso più organico e sistematico permettendo l’evoluzione e la crescita della consapevolezza e del benessere.

1 INCONTRO Presentazione al gruppo e pratica dei 4 RICONOSCIMENTI (TERRA-ARIA-ACQUA-FUOCO).

E’ una pratica di mindfulness che permette il contatto con se stessi ed un rilassamento psico-corporeo.

Pratica della Costellazione Organismica per stimolare gli utenti a portare l’attenzione nel corpo, per poi permettere un collegamento sugli altri livelli.  Si andranno ad esplorare i cinque livelli della costellazione organismica (corporeo-energetico-emotivo-mentale-spirituale) per far sì che la persona cominci a distinguere i vari livelli che la compongono.

2 INCONTRI pratica del disegno di Sè.

per verificare come la persona si percepisce. Il disegno è l’immagine di noi stessi che ci mostra esattamente dove siamo in quel preciso istante. Verrà poi processato tramite una messa in scena del disegno stesso con interventi da parte del terapeuta e dei partecipanti. Si favorirà l’esplorazione di tutti i livelli organismici per permettere una maggior consapevolezza della condizione attuale.

2 INCONTRI: APERTURA CORPO/MENTE.

Una sequenza di movimenti preparatoria che permette di mobilizzare tutta la colonna vertebrale. Si utilizza come check per valutare la situazione dei vari distretti corporei dell’individuo ma anche come strumento di riattivazione del corpo fisico.

Si partirà dalla posizione della non-dualità o Grounding. Questo concetto proviene da Lowen. Il grounding è il primo obiettivo della Bioenergetica definito come radicamento. La posizione di grounding riesce a far sentire l’unità tra il corpo e la mente, l’integrazione tra la realtà interna e quella esterna. La posizione base è con le ginocchia leggermente flesse e la schiena il più possibile eretta.
Nella posizione grounding i piedi e le gambe hanno un contatto interattivo con la terra, per prendere energia, per scaricare le tensioni, per sentirsi sostenuti e mai traditi; la terra rappresenta la realtà stabile, la piattaforma dove si costruiscono le fondamenta di ogni individuo.
Stando in grounding l’apertura dei piedi è perpendicolare alle spine iliache, gli alluci sono lievemente convergenti tra loro, per essere in linea con le ginocchia che a loro volta sono leggermente flesse e mai estese, il bacino in una posizione comoda situata tra l’antiversione e la retroversione, favorisce il rilassamento della spina dorsale. In questa posizione il respiro si approfondisce nella cavità addominale, gonfiando il ventre. Un buon grounding consente all’energia di fluire fino ai piedi.

Questa pratica consente di verificare i vari distretti corporei (Reich) per verificare gli eventuali blocchi.

18 INCONTRI o più su CORPO DEL SOGNO e pratiche ad esso associate.

L’intento è di realizzare un’armonia tra azioni (mudra), emozioni (mantra) e pensieri (yantra) per avere una condizione di fluidità del corpo-mente.

La mente è nel corpo, le emozioni guidano le nostre decisioni insieme alla mente razionale consentendo o impedendo il pensiero logico. L’intelligenza emotiva, il buon funzionamento delle capacità intellettuali, la salute organica fanno parte di un unico processo non separabile.

Il corpo del sogno è un insieme di movimenti e canti che porta in contatto con le forze archetipiche. Si esploreranno in questi incontri i principi degli archetipi e l’irradiazione di essi dentro l’essere umano.

Il percorso si suddivide seguendo i distretti corporei, le bande di tensione reichiane.

BANDA DI TENSIONE PELVICA:

– Nanà: principio di nutrimento, fertilità, supporto, contatto, fiducia, trasformazione,rigenerazione, solidità. E’ l’elemento terra e la Terra è sempre lì che ci sostiene e ci da il nutrimento necessario per la vita. Si esploreranno tematiche relative alla percezione della fiducia e del sostegno, alla capacità di nutrire ed essere nutriti nel rapporto con il contatto e la cura.

-Ogun:principio del guerriero, della lotta, del combattere, è la forza della sopravvivenza. Responsabilità, prontezza, determinazione, combattività, aggressività, assertività, fermezza, volontà. Ci si confronterà con tematiche sulla determinazione, fermezza e volontà e l’idea di potere. Si esplorerà la relazione con la rabbia ed il modo di viverla, insieme ai giudizi relativi ad essa.

BANDA DI TENSIONE VENTRALE:

– Yemanjà: acqua salata. Principio di Maternità/Paternità, creatività, rigenerazione, accoglienza, fluidità, sensibilità, fecondità. Si esploreranno tematiche relative alla capacità di lasciare andare e di autorigenerarsi. Si contatterà parte della propria storia personale per comprendere il rapporto con la madre biologica e le identificazioni.

-Oxossi: principio vitale, pulsazione vivente, la linfa che scorre in ogni essere. Reich la definisce “moto espressivo biologico”. Le qualità sono: vitalità, introspezione, rispetto, apertura al nuovo, espressione di sè, istintività. Esplorazione di tematiche sulla vitalità, spontaneità, onestà, interesse per lo sconosciuto ed amore per la natura. Si indagheranno i blocchi che ostacolano la naturale “pulsazione biologica”.

BANDA DI TENSIONE DIAFRAMMATICA:

-Xangò: principio della giustizia. Qualità di giustizia, determinazione, potere, valore, dignità, fierezza. Si esplorerà il valore personale, il sentirsi nel giusto posto nel mondo, il rapporto con il potere e con l’autorità.

BANDA DI TENSIONE TORACICA

-Oxum: principio del concepimento, acque dolci. Qualità di creatività, sensualità, concezione. Le tematiche che si andranno ad esplorare riguarderanno il rapporto con la propria creatività e la manifestazione di essa insieme alla capacità di espressione della tenerezza e della dolcezza.

BANDA DI TENSIONE DORSALE

-Iansà: principio di Libertà, indipendenza, leggerezza, movimento incessante, responsabilità. E’ la forza della libertà che rompe i legami con rapporti insoddisfacenti, con i vincoli, porta via le preoccupazioni. Le tematiche sono relative alla capacità di liberarsi da pensieri ed attaccamenti che generano sofferenza.

BANDA DI TENSIONE ORALE

-Oxumarè:: principio di trasformazione. Le qualità sono trasformazione, riunificazione del maschile e del femminile, sensualità. Si imparerà a trasformare le aree della vita che non ci soddisfano (lavorative, relazionali ecc.), prendendo consapevolezza che niente è permanente nella vita ed è tutto in costante cambiamento.

BANDA DI TENSIONE OCULARE

-Omolù: principio di morte, rinascita e guarigione. Si esplorerà come si resiste agli eventi di malattia, morte, rinascita e guarigione. Si scoprirà che il sintomo è un alleato, un potenziale creativo per il cambiamento e la guarigione.

Per ogni pratica in base ai vissuti riportati dai partecipanti potranno essere associate altre tipologie di lavori svolti all’interno del gruppo.

Dr.sa Sarah Guerrera